• Benvenuto su consound.it
  • Chiamaci al +39 329 6970709

RECENSIONE ProAc SM100

Pubblicato il: 02/27/2026 17:02:04, nella sezione Recensioni

Seguono i commenti del recensore amatoriale esperto presso lo showroom Consound.

Ascolti effettuati a fine settembre, con clima molto variabile e sostanzialmente umido. Diffusori arrivati ampiamente usati e più che rodati, anzi: con alcuni difettucci meccanici, tipo le viti, purtroppo del tipo Torx, che collegano gli altoparlanti al mobile tutte allentate, e la morsettiera pure un tantino allentata nella connessione col mobile. Sistemato tutto a priori – basta avere il cacciavite Torx della giusta misura, che diversamente si rischia di fare danni anche importanti. Senza il giusto cacciavite Torx non provateci a casa!

Commenti di tipo soltanto “pratico” sui diffusori ProAc SM100.

Non credo ci sia bisogno di presentare la ditta inglese ProAc, che da tanti anni produce diffusori molto apprezzati in tutto il mondo. Abbiamo avuto in negozio una coppia di diffusori SM100, e abbiamo avuto il tempo di ascoltarli abbastanza per farci un’idea di come suonino in relazione al resto della nostra catena di ascolto + ambiente, e in relazione ovviamente ai nostri gusti. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di fare tutte le prove che un po’ alla volta emergevano come indispensabili, dopo aver percepita la forte personalità di questi diffusori, perché abbiamo dovuto restituirli dopo troppo pochi giorni. In particolare, ci spiace di non aver potuto sperimentare amplificazioni diverse, nel tentativo di trovare la sinergia che più si adattasse ai nostri gusti; ma abbiamo fatto altri confronti che ci hanno comunque permesso di valutare le prestazioni di questi componenti. I ProAc SM100 sono un aggiornamento degli Studio 100, di cui mantengono il cabinet tale e quale, con aggiornamenti su tutti i componenti interni. Si tratta di diffusori da stand piuttosto grandicelli, di forma assolutamente anonima – un parallelepipedo regolare e a spigoli vivi – a due vie con bass reflex anteriore. Il loro costo di listino è di 4100 Euro per la coppia … francamente, almeno secondo me, non facilmente giustificabili, almeno a prima vista. L’impedenza nominale è dichiarata di 8 Ohm, e la sensibilità di 88 dB/1W/1m. Nel nostro locale di ascolto, grande ma trattato acusticamente, non abbiamo avuto problemi speciali a farli suonare forte senza mai portarli al limite. I morsetti per i cavi di potenza accettano il bi-wiring, non permettono di capire facilmente quale sia il positivo e quale il negativo, accidenti a loro, e non sembrano di fattura proprio all’altezza del costo dei diffusori, secondo me. Oltre tutto sono posizionati un po’ troppo vicini fra loro, e con certi cavi di potenza ci si potrebbe trovare a mal partito. Gli altoparlanti sono ProAc, credo realizzati in collaborazione con Seas ma non ne sono sicuro, belli da vedere, con svariati accorgimenti tecnici di cui non mi sono interessato più di tanto. I tweeter sono circondati da un sottile cerchio di spugna grigia a cui bisogna prestare estrema attenzione perché si tratta di un materiale delicatissimo. Per essere diffusori da stand sono decisamente pesantini: 12 Kg cadauno. Il produttore li dichiara progettati espressamente come diffusori da studio (near field monitor). Qualche informazione più approfondita su questi ProAc SM100, oltre che nel sito di Consound, si può iniziare a trovare al link

https://www.proac-loudspeakers.com/products/studio-sm100/

e credo che, considerata la popolarità di ditta e modello, si trovi in Internet un sacco di roba sugli SM100, sia in termini di tecnica che di ascolti. Una loro caratteristica pratica che io trovo sempre un pochino seccante, quando mi capita di incontrarla, è il tweeter non in asse col woofer e quindi non al centro del frontale. Immediatamente ci si chiede se questi tweeter asimmetrici vadano posizionati esterni o interni, e all’istante si va sul sito di ProAc alla caccia di informazioni. La cosa rimane però misteriosa, e anche cercando in rete in modo più generico non si trovano informazioni chiare. La maggior parte di chi affronta il problema suggerisce di collocare i tweeter internamente. Noi abbiamo iniziato dal contrario, ma dopo averli scambiati direi che le cose sono migliorate come messa a fuoco e dettaglio, senza perdere o migliorare sul resto, quindi li abbiamo lasciati con i tweeter centrali rispetto ai woofer. Immagino che alla fine non ci sia una regola generale da seguire, ma che si debba provare caso per caso l’interazione con il proprio ambiente e con le proprie orecchie. Come dicevo, io comunque non amo particolarmente trovarmi alle prese ANCHE con questa scelta, e potrei capirla SOLO se il produttore l’avesse ben meditata e soprattutto ben spiegata agli utilizzatori. In mancanza di indicazioni – almeno che io abbia potuto reperire – da parte di ProAc, mi viene persino il dubbio che semplicemente il tweeter non ci stesse, se collocato in centro sopra il woofer. Tuttavia si trova in giro – io però ripeto di NON averla trovata nel sito di ProAc – l’indicazione che l’asimmetria nella collocazione dei tweeter su ciascun frontale riduce gli effetti nocivi della diffrazione sui bordi del cabinet (e negli SM100 tali bordi sono a spigolo vivo, oltre tutto), spalmando tali effetti su diverse frequenze e quindi riducendone il fastidio all’ascolto. Ma se questa considerazione fosse vera e ben udibile mi aspetterei che tutti i produttori di diffusori si affretterebbero a fare la stessa cosa … costa niente! E invece non è certo questo il caso, che anzi la stragrande maggioranza dei diffusori, di qualsiasi classe di prezzo, ha gli altoparlanti tutti rigorosamente centrati sul fronte del mobile. A questo riguardo, insomma, mi restano forti dubbi, e a maggior ragione quando il produttore non fornisce alcun tipo di istruzione precisa e motivata. E fidarsi ciecamente dei forum, o in generale di quel che si trova in rete, mi sembra una scemenza: quando si hanno questi dubbi senza poterli risolvere su una base teorica o comunque seguendo informazioni affidabili, diventa indispensabile provare direttamente in proprio. Come dico, dopo pochi ascolti noi abbiamo preferito posizionare i tweeter centralmente per ottenere una migliore messa a fuoco dell’immagine riprodotta. Per il resto, la collocazione in ambiente di questi diffusori non presenta particolari difficoltà, e alla fine risulta abbastanza standard, almeno nella nostra solita saletta di ascolto. A questo riguardo ho trovato da qualche parte – non ricordo dove con precisione ma non credo sul sito ProAc – istruzioni di angolare questi diffusori fino ad avere il frontale puntato dritto verso il punto di ascolto senza poter vedere nessuna delle pareti laterali, la scelta che alla fine abbiamo mantenuto. Forse abbiamo usato stand un po’ troppo alti rispetto al nostro punto di ascolto, perché i tweeter risultavano un po’ troppo più alti delle nostre orecchie; ma in questo momento erano i soli disponibili.

Impressioni generali sul suono dell’impianto nel locale d’ascolto.

Abbiamo inserito i diffusori SM100 nella catena di ascolto di livello alto attualmente a nostra disposizione, collocata nella saletta più grande dello showroom, senza alcuno dei particolari interventi sulla rete LAN di cui ci stiamo occupando per altri ascolti e di cui contiamo di poter parlare fra non molto, quindi con uno switch di rete non di tipo audiophile, con un cavo LAN Wireworld Starlight cat8  verso il server che contiene la libreria di files musicali, e un cavo LAN Supra Ethernet CAT 8 plus dal server allo streamer/DAC. Abbiamo utilizzato Roon per la gestione della musica, e abbiamo sempre inserito la correzione dei modi propri in bassa frequenza del nostro locale di ascolto tramite il software DSP fornito da Roon, però tarato in precedenza su diffusori diversi da questi SM100. Questo potrebbe avere in parte condizionato la nostra esperienza di ascolto. Purtroppo non abbiamo avuto il tempo di indagare a fondo su questo aspetto, e comunque il suono che ascoltavamo con il DSP inserito ci è sempre piaciuto parecchio di più che senza DSP: ma la nostra saletta su certe frequenze è veramente fastidiosa, e con diffusori generosi in basso come questi ProAc una correzione, qui da noi, è indispensabile. Abbiamo ascoltato questi diffusori con due diversi cavi di potenza e anche a confronto con altri diffusori che ci sembravano concorrenti ragionevoli. I primi ascolti sono stati effettuati con cavi di potenza Reference Cables; da rimarcare che sui diffusori i ponticelli fra i morsetti per poter usare cavi di potenza in mono-wiring erano i Ricable Invictus Reference, che da soli costano di listino oltre 200 Euro (!). Ignorando per adesso certe caratteristiche timbriche che in effetti ci sono sembrate molto caratterizzanti nel suono dei ProAc SM100 e di cui diremo fra poco, la sensazione principale, in questi primi ascolti, è stata di “nulla di orribile e nulla di eccezionale”: tutto di livello molto buono, ma senza picchi stratosferici su alcun aspetto particolare e però anche senza gravi difetti che potessero veramente dare fastidio. La scena acustica è adeguata sia in ampiezza che in profondità ma senza raggiungere vertici raggiunti da altri diffusori anche della stessa classe di prezzo; gli strumenti e le voci sono sempre ben distinti e individuabili, senza mai fare pasticci. La macrodinamica e l’impatto sono senz’altro molto buoni ma anche in questo caso senza raggiungere prestazioni eccezionali. Il suono risulta sempre estremamente veloce e dettagliato su tutte le frequenze. Il punto di forza di questi diffusori, a nostro avviso, risiede nella parte bassa delle frequenze, specialmente a fronte del loro litraggio – restano pur sempre diffusori da stand: il basso mi è apparso superiore sia come sostanza che soprattutto come articolazione alla grande maggior parte dei diffusori da stand che abbiamo ascoltato in passato. Tuttavia, il punto che a mio parere caratterizza maggiormente il suono complessivo degli SM100, conferendo loro una personalità decisamente spiccata nonostante l’“aurea mediocrità” di cui parlavo prima, è una timbrica molto asciutta, quasi frusciante, se posso usare un termine così estraneo all’argomento nel tentativo di farmi capire. Pur essendoci molta ricchezza di particolari, nel suono prodotto da questi diffusori, io avverto un minimo di mancanza di trasparenza, un eccesso di controllo su medie e medioalte che opacizza un filino – parlo di sfumature, si badi bene – tutte le registrazioni allo stesso modo. In concomitanza con questa peculiarità dell’emissione degli SM100, devo segnalare una certa intolleranza alle incisioni non ben realizzate soprattutto in gamma alta e altissima, perché con alcuni album – ma non con tutti, per fortuna – si va vicino alla sensazione di un ascolto un po’ faticoso e monocorde, anche se in realtà una vera fatica di ascolto, anche dopo diverse ore consecutive, non si è mai manifestata. Dopotutto questi sono diffusori near field da studio … si prevede di doverli ascoltare per lavoro per intere giornate, altro che fatica di ascolto! Abbiamo poi sostituito gli SM100, lasciando tutto il resto invariato, con diffusori da stand tedeschi che ci piacciono parecchio, che di listino (ah, i listini … !) costano meno della metà dei ProAc pur essendo, a nostro parere, di classe non troppo inferiore. La scena acustica ha guadagnato un minimo di profondità e la timbrica, pur con una certa tendenza all’iperdettaglio, risulta un pochino meno asciutta che con gli SM100, un filino più rotonda, musicale, comunicativa. Invece la potenza e l’articolazione del basso mi sono parse molto superiori negli SM100, che in effetti hanno una gamma bassa decisamente notevole in assoluto, per un diffusore da stand. A questo punto abbiamo sostituito i cavi di potenza passando dagli economici ma ottimi Reference Cables ai Woodson/Zen in bi-wiring, quindi eliminando i ponticelli Ricable. L’impronta generale si mantiene sia nei ProAc che nei diffusori di confronto. L’immagine si mantiene sostanzialmente invariata. L’emissione però acquista un certo senso di autorevolezza in più, e un minimo si ammorbidisce e diventa leggermente più luminosa, il che con questi ProAc va molto bene per i miei gusti. Lo stesso tipo di piccoli cambiamenti si riscontra anche con i diffusori tedeschi di confronto. Con entrambi i diffusori, in sostanza, io preferisco i cavi Woodson, ma siamo a 2500 Euro contro circa 300 Euro, si badi bene. Questo potrebbe suggerire che gli SM100 siano oggetti di classe sufficiente a richiedere attenzione a quel che ci si colloca a monte, il che per me è una caratteristica assolutamente positiva: io detesto i componenti audio che suonano allo stesso modo comunque li si interfacci e comunque li si ambienti. Tornando agli SM100, considerando la peculiarità timbrica di cui dicevo, e che comunque rimane anche con i cavi Woodson, varrebbe la pena di esplorare l’accoppiamento con altre elettroniche dal suono più morbido, salvo il caso di preferire proprio questo tipo di suono, peraltro affine a quello che ricordavo anche in modelli più antichi di ProAc come gli Studio 1, che però ricordo ancora più asciutti, asettici e meno musicali. In sostanza, a fronte di una prestazione complessivamente molto buona un po’ su tutti i parametri il difetto principale degli SM100, per i miei gusti e solo per i miei, si badi bene, è di avere troppa personalità: suonano circa allo stesso modo un po’ con tutta la musica, senza assecondare in pieno, come io preferisco, la varietà di incisioni esistenti. Ricordo lo stesso difetto, almeno per me e usando un termine fin troppo pesante, con certi Vienna Acoustics, ottimi diffusori che però per i miei gusti ci mettono troppo del loro. A chi piace questo tipo di suono andranno perfettamente a genio, ma io preferisco componenti più trasparenti, o meglio neutri. Va anche detto che forse il nostro locale di ascolto era un tantino troppo grande per un diffusore dichiarato progettato come near field monitor. Come sempre, del resto, ogni componente audio va valutato e giudicato in ogni specifico insieme di condizioni al contorno, e solo quel che ci piace nel nostro ambiente e nella nostra catena meriterà di rimanere con noi. Ma bisogna comunque tener presente che quel che da noi non proprio ci piace può benissimo darsi che suoni divinamente in altri contesti. Bisogna sempre ascoltare e soprattutto mai farsi condizionare dai pareri altrui.

Conclusioni.

Credo che questi diffusori siano un pochino manichei: o piacciono o non piacciono, senza vie di mezzo. Per come siamo riusciti a farli suonare nella nostra saletta – ma probabilmente si può fare di molto meglio – ci sembra che vengano proposti a un prezzo di listino un tantino troppo elevato per quel che offrono. Io però sono digiuno di politiche commerciali della hi-fi e quindi ignoro i prezzi reali che si possono spuntare per questo o quel componente: forse su questi ProAc c’è più margine di manovra che, per esempio, sui diffusori tedeschi con cui li abbiamo confrontati, che a metà del prezzo di listino reggono senz’altro il confronto su vari aspetti. In ogni caso sono tanti gli audiofili che adorano il suono ProAc in questa fascia di prezzo (un mio carissimo amico ci è convissuto molto felicemente per decenni), e in effetti anche per le mie orecchie, non del tutto in sintonia col suono ProAc in generale, questi SM100 offrono prestazioni di punta quantomeno sul versante delle frequenze basse, specie in relazione al litraggio. Non hanno difetti clamorosi e soddisfano su vari fronti: diffusori quindi “tranquilli”, timbrica a parte, senza picchi e senza nulla di cui vergognarsi. Per i miei gusti, però, con troppa personalità propria. A me riesce difficile dire a priori a chi potrebbero piacere e con quale musica. Secondo me non sono l’ideale per la musica classica, specie di grandi dimensioni. Col rock e col pop mi sembra che sia proprio una questione di gusti individuali, ossia di cosa ciascuno vada in cerca nei propri ascolti. Forse sono adatti in particolare al jazz da camera, ma anche qui si tratta di preferenze personali: si devono apprezzare certe caratteristiche e non richiederne altre. Insomma: come sempre, prima di giudicare ascoltate con le vostre orecchie!

__________________________________________________

Impianto audio formato da:

·         server Roon per la gestione dei files audio residenti su HD di server dedicato con alimentazione esterna Keces P14

·         streamer, DAC e controllo di volume Leedh Vermeer Three

·         finale di potenza Leema Hydra II Anniversary Edition

·         cavi di segnale: Mit SL6XLR-1 1.5 m

·         cavi di potenza: Reference Cables RPMC01, poi Woodson/Zen in argento in bi-wiring

·         diffusori di confronto: Audio Physic Classic 3.

Locale d’ascolto a piano terra con pareti in muratura, pavimento su terra, dimensioni 8x4.5x3 circa, fortemente trattato con DAAD, Tube Traps e altri pannelli diffusori/assorbenti alle pareti e a soffitto. Acustica del locale in generale (ossia un po’ con tutti gli impianti che mi è capitato di ascoltarci) tendente all’asciutto e arioso con un problema di risonanze modali attorno ai 40 e ai 100 Hz.

Diffusori collocati a circa un quarto della lunghezza della stanza, puntati verso la parete più vicina, a circa 1.5 metri dalla posizione di ascolto e a circa 120 cm dalle pareti laterali. Orientati ma non troppo verso il punto di ascolto.


Seguono i commenti di Stefano (commerciale Consound)

Le ProAc SM100 sono diffusori monitor da supporto a due vie che evolvono il leggendario Studio 100, mantenendo il classico design "old school" ma con componenti rinnovati. Si distinguono per un nuovo mid-woofer da 1 pollice con sospensione in gomma e un tweeter a cupola di. La particolarità risiede nel crossover raffinato che punta ad una transizione fluida tra le frequenze e ad un’immagine sonora precisa ideale sia per il monitoraggio professionale che per l'alta fedeltà domestica.

 

Questi monitor vantano una risposta in frequenza dichiarata come estesa dai 35Hz ai 30kHz, dato notevole considerate le dimensioni compatte. Con una sensibilità di 88dB e un’impedenza nominale di 8 ohm, le SM100 si accoppiano idealmente ad amplificatori con potenza compresa tra 30 e 150 watt, offrendo una riserva dinamica notevole. Il marchio ProAc ha optato per il caricamento bass reflex frontale, una scelta tecnica che dovrebbe facilitare il posizionamento in ambiente ma che almeno per i diffusori da pavimento di questo costruttore inglese, di fatto costituiscono l’eccezione alla regola decisamente troppo accreditata da parte degli appassionati.

Di contro il basso teso e potente di questo modello da supporto è anche a mio parere uno dei maggiori pregi del prodotto.

 

Dal punto di vista delle prestazioni soniche mi associo infatti in modo convinto alle lodi espresse dal nostro recensore esperto relativamente alla gamma bassa. Trovo che contrariamente alla minore enfasi riservata alla gamma bassa che leggo nelle prove di questo prodotto, il connubio tra potenza e articolazione offerti sono a mio avviso, per questa categoria di prezzo, assolutamente irreprensibili.

Il riconoscimento di una prestazione onesta ma non eccelsa in gamma medio alta e nella ricostruzione scenica del nostro recensore potrebbero essere stati un po’ condizionati dai diffusori di confronto Audio Physic Classic 3 che eccellono proprio in questi specifici parametri. I diffusori tedeschi però per impatto dinamico, macro-contrasto, estensione e articolazione in basso hanno palesato una inferiorità netta rispetto alle più costose Proac. La presenza in un altro impianto attivo nello showroom Consound con diffusori molto più costosi quali ad esempio gli Audiovector R3 arreté hanno pure contribuito a rilevare più facilmente gli aspetti nei quali le peraltro ottime Proac non svettano.

Approfitto per suggerire di curare, subito dopo l’ambiente di ascolto, le sinergie tra componenti ancor prima che il mero abbinamento per categoria di prezzo.

Buoni ascolti da Consound!    

Incontri in showroom da concordare su appuntamento

Corriere

Spedizioni in tutta Italia

+39 329 6970709

Lun-Ven 15-18, Sab 9-12:30 15-19

commerciale@consound.it

Per maggiori informazioni

Pagamenti online

PayPal e Bonifico

Utilizziamo i cookie per migliorare la tua esperienza sul nostro sito. Per ulteriori informazioni, consulta la nostra Cookie Policy.

Cliccando su "OK" o proseguendo la navigazione sul sito accetti la nostra Cookie Policy