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RECENSIONE Matrix Audio TS-1

Pubblicato il: 04/28/2026 17:04:49, nella sezione Recensioni

Seguono i commenti del recensore amatoriale esperto presso lo showroom Consound.

Ecco un commento che mi viene chiesto di scrivere dopo un ascolto veramente brevissimo, organizzato poco o punto, e utilizzando una catena d’ascolto che mi è da subito sembrata poco sinergica con questo prodotto. Tutto ciò si deve soprattutto al fatto che l’apparecchio in questione, arrivato nuovo sigillato in negozio, è poi stato venduto nel giro di pochi giorni, senza lasciarci la possibilità di fare le cose con un minimo di decenza. Se già normalmente i miei commenti – come del resto qualsiasi cosiddetta “recensione” di prodotti audio, secondo me – vanno presi con molta prudenza, per le normali ragioni di cui ho già detto altre volte, in questo caso andranno presi con diffidenza, addirittura, perché non hanno una base minimamente sensata su cui appoggiarsi. Ho ascoltato questo streamer un paio di mezzi pomeriggi, sono riuscito a confrontarlo soltanto al volo con altri due apparecchi di costo completamente diverso, non ho avuto il modo di tentare un miglioramento purchessia degli interfacciamenti col resto della catena, che come dico mi sembrava da subito male assortita, e quindi riferisco di mie sensazioni che, avendo un po’ più di tempo a disposizione, potrebbero forse essere ribaltate. Questi ascolti sono stati effettuati a metà dicembre, con clima non gelido e asciutto. Come ho detto, lo streamer in questione ci è giunto nuovo e sigillato, in pratica già prenotato, e dopo meno di una settimana è infatti stato venduto. Non abbiamo assolutamente avuto il tempo di fargli un rodaggio serio, ma in realtà non abbiamo avuto nemmeno il tempo di fare ascolti seri. Mi limito a riferire solo le sensazioni iniziali, scusandomi se sarò vago e forse meno affidabile del solito, per il poco che io possa esserlo normalmente.

Commenti di tipo soltanto “pratico” sullo streamer Matrix Audio TS-1.

Il Matrix Audio TS-1 è uno streamer con DAC interno e controllo di volume, che può quindi essere connesso direttamente a un finale di potenza. Ovviamente può anche funzionare collegandolo a un integrato o a un preamplificatore escludendo il controllo di volume. Per quanto mi è sembrato di capire, invece, non può funzionare da streamer puro collegandolo a un DAC esterno tramite uscite digitali, perché io non ho visto uscite digitali su questo apparecchio. La cosa mi sembra veramente strana anche se, dopotutto, i progettisti possono aver pensato che se uno di noi acquista uno streamer con DAC non avrà la benché minima intenzione di usarlo come streamer puro … e a mio parere potrebbero anche aver ragione; però una uscita digitale sarebbe costata poco e avrebbe permesso confronti o quantomeno ascolti di emergenza, se non altro. Questo TS-1 viene proposto, di listino, a circa 2600 Euro. Per questa cifra si presenta piuttosto bene: piccolo e compatto, carino da vedere, in apparenza di solida costruzione. Sul frontale c’è un bel display a colori grande quanto il frontale stesso, che mostra le copertine dei vari album e altre informazioni sui files in riproduzione e sul modo di utilizzo. Questo display è del tipo touch screen, e su di esso sono presenti varie icone tramite le quali è possibile far lavorare l’apparecchio e impostare tutto quanto serve. Non mi sono sembrate tutte proprio intuitive, e del resto non ho avuto abbastanza tempo a disposizione per farmene una idea precisa, ma credo che tutto ciò che questo apparecchio può fare sia gestibile dal suo display. Ovviamente c’è anche un telecomando su cui non ho indagato granché; a prima vista mi è sembrato piuttosto essenziale e piuttosto criptico, e una volta dotato di pile, non fornite in dotazione, l’ho utilizzato solo per regolare il volume in uscita. Sul retro dell’apparecchio c’è una ricca dotazione di connettori sia di input che di output. In input sono presenti connettori digitali coassiali, Toslink, HDMI ARC e USB, e ovviamente un ingresso LAN; ma esiste anche un ingresso linea RCA stereo chiamato “Aux In” il cui scopo non ho potuto chiarire. In output troviamo connettori sia RCA che XLR analogici, più una uscita per subwoofer. Come ho detto, niente uscite digitali. Questo streamer giunge senza hard disk interno, ma ha la simpatica caratteristica di poter ospitare un HD esterno a stato solido in un apposito slot collocato sotto la scocca dell’apparecchio, consentendo quindi di memorizzare in locale files musicali senza dover ricorrere a un PC o NAS esterno. Sulle caratteristiche tecniche non ho indagato, ma essendo una macchina di nobile marca e di produzione abbastanza recente credo che siano di ottimo livello e all’altezza della classe di prezzo. Informazioni dettagliate si possono reperire, in prima battuta, nel sito di Matrix Audio:

https://www.matrix-digi.com/product/121/TS-1

Questo streamer, una volta connesso in rete Internet, può funzionare sia con cavo che sulla wireless. Non ho provato la wireless; connettendo un cavo di rete e acceso l’apparecchio all’inizio non è successo alcunché, e ho dovuto improvvisare una ricerca nel menù delle impostazioni, via touch screen, per settare il funzionamento via cavo e non via wireless come da impostazione iniziale credo di fabbrica. Trovo strano che si debba fare una operazione del genere a mano. A quel punto, comunque, il Matrix è stato subito riconosciuto, ha ricevuto automaticamente il suo indirizzo IP dal server DHCP, e si è messo a funzionare regolarmente. Questo streamer può essere controllato tramite un software proprietario gratuito, che si chiama MA Remote App, che io ho installato prima su un tablet e poi su uno smartphone entrambi sotto Android. Probabilmente il nostro tablet è un po’ vecchiotto, perché pur permettendo la regolare installazione di questo software, senza alcuna segnalazione di incompatibilità, poi lo faceva funzionare in modo fortemente irregolare, al punto di doverci rinunciare. Invece sullo smartphone tutto andava benissimo. Questo software a mio modestissimo parere non è proprio intuitivo da utilizzare, anche se è del tutto completo. Io ho perso un po’ di tempo, per esempio, prima di scoprire la minuscola icona che permette di selezionare il Music Server da cui si vogliono pescare i files musicali. Ma superate queste piccole difficoltà iniziali poi tutto scivola via molto velocemente, e per esempio il caricamento dei dati relativi ai circa 3000 album, non compressi, contenuti nel nostro server ha richiesto meno di 30 secondi. Questa macchina è anche del tutto Roon-ready, e noi l’abbiamo fatta sempre gestire da Roon senza avere problema alcuno. Sia col suo software che con Roon, ovviamente, questo streamer permette di ascoltare anche musica proveniente dalla rete tramite tutti i canali disponibili, quindi Spotify, Qobuz, Tidal, Internet radio, eccetera. Sono gestiti files audio PCM fino a 768/24 e DSD fino a 512. I formati più ricchi si possono ricevere solo sulla porta USB; sulle porte coassiale e ottica ci sono limitazioni, e su di esse per esempio i DSD viaggiano solo come DoP, mentre la HDMI riceve solo files PCM. Non ho trovato indicazioni riguardanti i files in input via cavo LAN, ma credo che i limiti siano gli stessi dell’ingresso USB. Io tramite la connessione LAN ho ascoltato files PCM fino a 192/24 e DSD 64 senza problemi. Il manualetto in dotazione non è sto granché, e soprattutto non fornisce alcuna indicazione riguardante il software di gestione. Ma forse il software ha un suo manuale reperibile in rete … io non ho cercato, ma avrei certamente preferito trovare un bel manuale compreso nella confezione.

Impressioni generali sul suono dell'impianto nel locale d'ascolto.

Le particolari circostanze in cui mi sono trovato ad ascoltare questo streamer mi hanno messo un po’ in difficoltà, e soprattutto hanno messo in difficoltà lo streamer stesso, secondo me, perché ha potuto esibirsi soltanto all’interno della catena audio già installata e collegata in negozio – quella più costosa in funzione al momento – che da subito non mi è sembrata ben interfacciata, soprattutto per quanto riguardava i diffusori. Ho peraltro potuto effettuare confronti velocissimi con altri due streamer, nessuno dei quali realmente confrontabile col TS-1, in realtà: un secondo, di costo più di sei volte superiore, e un terzo, di costo quindici volte inferiore (!). Il resto della catena consisteva di un finale di potenza di ottimo livello, forse un po’ superiore a quello del Matrix, cavi di potenza di livello alto in bi-wiring con conduttori in argento e diffusori da stand di livello adeguato a quello del finale ma dal suono molto personale. Come ho detto, abbiamo pilotato tutti gli streamer soltanto con Roon, in cui abbiamo sempre attivato il DSP interno per la sola correzione di un paio di modi propri del locale. Abbiamo ascoltato solo files locali in risoluzione non inferiore al CD audio. Ovviamente, visti i tempi ristrettissimi, abbiamo iniziato col Matrix nuovo fiammante, senza minimamente preoccuparci della possibile necessità di rodaggio. Abbiamo subito riscontrato un suono per molti aspetti adeguato al livello della classe di prezzo di questo TS-1: preciso, veloce, ricco, dettagliato e soprattutto molto ben controllato un po’ su tutte le frequenze. Al tempo stesso a me è parso di percepire una tendenza generica verso un suono asciutto, quasi certamente complice l’accoppiamento con i diffusori e nonostante la scelta di un finale relativamente (ma non eccessivamente) morbido. L’immagine è stata del tutto soddisfacente, specie in profondità. Mi è comunque rimasta la sensazione che i diffusori fossero male accoppiati con questo Matrix, ma come ho già detto più volte mi è del tutto mancata la possibilità di tentare combinazioni più soddisfacenti.  Il confronto con lo streamer più costoso, pure utilizzato come streamer/DAC con controllo di volume, è impietoso: il Matrix perde su tutti i fronti, e soprattutto sul versante della scena acustica che lo streamer costoso propone un po’ più ampia. Lo streamer costoso suona anche più rotondo e musicale, meno artefatto, e decisamente più gradevole per le mie orecchie … ma come dico costa anche 6.5 volte tanto! e secondo noi ha prestazioni anche superiori alla sua classe di prezzo. E tuttavia anche con questo apparecchio di livello altissimo, purtroppo quasi sconosciuto in Italia, con questa catena e questi diffusori mi è rimasta la sensazione di mancanza di raffinatezza, di una certa tendenza a un suono vagamente arido, sabbioso … non saprei bene come meglio esprimermi. Invece mi è parso di ascoltare risultati fin sorprendenti con il terzo streamer, quello più economico, sempre utilizzato come streamer e DAC con controllo di volume. La grana di questo terzo apparecchio è un filo più grossa di quella del Matrix, ma per tutto il resto il suo suono, in questa catena, mi è sembrato del tutto all’altezza di quello prodotto dal Matrix. Anzi: proprio la grana più grossa, la minore analiticità e la minore ricchezza di informazioni rendono l’accoppiamento con gli stessi diffusori fin più gradevole, almeno per le mie orecchie, di quello ottenuto col Matrix … il che mostra, secondo me, oltre come sempre l’importanza degli interfacciamenti, più ancora che dei singoli apparecchi, anche qualcosa di sbagliato nell’impostazione dei miei ascolti col Matrix, e non nel Matrix stesso. Vorrei far notare che questo stesso streamer economico, ascoltato in passato in una catena del tutto diversa, aveva fornito, sfruttando il suo DAC interno come abbiamo fatto anche adesso, un suono che non ci era piaciuto più di tanto; avevamo invece trovato lo streamer puro economico assolutamente al di sopra del costo veramente minimo dell’apparecchio. Nella catena utilizzata adesso, invece, anche il suono prodotto dal DAC dello streamer economico ci pareva superiore al costo della macchina, che è di miseri 180 Euro o giù di lì. Mi ripeto: credo proprio che l’interazione con i diffusori qui abbia caratterizzato parecchio il risultato finale, e che in effetti si tratti di diffusori pochissimo adatti al Matrix (ma anche allo streamer più costoso, per i miei gusti) e invece in ottima sinergia col suono relativamente pacato del DAC interno allo streamer economico. Mi dice infine Stefano che anche un veloce ascolto dello streamer Matrix con diffusori diversi, molto più costosi e meno asettici di quelli che mi sono trovato io – ascolto che ha potuto fare soltanto lui credo con un cliente, purtroppo per me e per questa recensione –, ha prodotto un suono comunque tendente all’asciutto e poco rotondo, anche se il cliente pare lo abbia gradito parecchio (e difatti è sempre questione di gusti individuali, alla fine). Io avevo ascoltato questi diffusori più costosi in una catena che comprendeva lo stesso streamer/DAC costoso di cui ho parlato qui sopra senza avere la benché minima sensazione di suono “secco”, che quindi parrebbe da attribuirsi in qualche maniera proprio al Matrix. Forse sarebbe servito un lungo rodaggio iniziale del TS-1? e questa mia perdurante sensazione di suono poco morbido è associata allo streamer, o al DAC, o a entrambi? Purtroppo questo apparecchio Matrix è sparito dal negozio in pochi giorni e non abbiamo potuto approfondire alcuno di questi aspetti.

Conclusioni.

Per il poco che si può concludere dopo ascolti così brevi e in condizioni così sfortunate, questo Matrix TS-1 ci è sembrato un prodotto, peraltro di ditta nobile e blasonata, che per 2600 Euro ci propone una bella costruzione, un bello streamer – che sarebbe stato interessante poter ascoltare da solo con un DAC esterno se solo ci fosse una uscita digitale al TS-1 –, un DAC certamente all’altezza, un controllo di volume e un software proprietario per la gestione della libreria musicale. L’apparecchio è dotato di un bel display touch screen ampio, ben leggibile e a colori, forse solo un po’ difficile da interpretare a prima vista per quel che riguarda i comandi da touch screen. Questo apparecchio, con tutti i caveat di cui ho detto più volte, ci è sembrato fornire un suono un po’ personale che forse richiede più attenzione di altri nell’interfacciamento col resto della catena audio utilizzata. Per quanto posso averne capito, mi sembra adatto soprattutto a chi apprezza un suono molto controllato e non troppo rotondo.

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Impianto audio formato da:

·         server Roon per i files audio, memorizzati su PC esterno con alimentatore audiophile-grade separato Keces P14; DSP interno a Roon per correzione risonanze del locale di ascolto

·         streamer/DAC di confronto: Vermeer Three e WiiM Pro

·         filtro di rete LAN Network Acoustics e relativi cavi di rete

·         cavi di segnale: Mit SL6XLR-1 1.5 m con Matrix e Vermeer, Mit SL6 RCA -1 1.5 m RCA con WiiM

·         cavi di potenza Woodson/Zen in biwiring

·         finale di potenza Usher R-1.5 XLR

·         diffusori Triangle Magellan Duetto. Stefano, e lui solo, ha utilizzato anche gli Audiovector R3 Arreté.

Locale d’ascolto a piano terra con pareti in muratura, pavimento su terra, dimensioni 8x4.5x3 circa, fortemente trattato con DAAD, Tube Traps e altri pannelli diffusori/assorbenti a soffitto. Acustica del locale in generale (ossia un po’ con tutti gli impianti che mi è capitato di ascoltarci) tendente all’asciutto e arioso con problemi di risonanze modali attorno ai 40 e ai 100 Hz.

Diffusori collocati a circa un quarto della lunghezza della stanza, a circa 1.5 metri dalla posizione di ascolto e a circa 100 cm dalle pareti laterali. Decisamente orientati verso il punto di ascolto.


Seguono i commenti di Stefano (commerciale Consound)

Il Matrix Audio TS-1 è un prodotto decisamente avanzato (almeno nel momento in cui scrivo quasi a metà del 2026).  Mentre sono ormai standard consolidati l'eccellente sezione DAC ad alta risoluzione, la connettività di rete completa (LAN/Wi-Fi) e la gestione tramite l'ottima app MA Player, degna di particolare nota è l'integrazione di un'alimentazione lineare a bassissimo rumore in un telaio così compatto e, soprattutto, la presenza di uno slot interno per SSD NVMe, che trasforma questo streamer in un potente server musicale locale eliminando ogni latenza di rete.

La modernità del progetto è evidente anche sul fronte delle connessioni. Troviamo le immancabili uscite analogiche sbilanciate RCA ma anche le bilanciate XLR. Essendo un prodotto integrato sono scontate le uscite analogiche ma non sono scontati gli ingressi digitali di vario tipo e addirittura gli ingressi analogici aux. Di fatto la macchina è utilizzabile come streamer integrato, server, dac e preamplificatore.

Ma passiamo al suono del quale il recensore ci ha già parlato per esprimere anche le mie impressioni.

Prima di tutto confermo che anche a me è perso evidente che soprattutto la prima combinazione presente in showroom non si sposasse proprio con il lettore in esame ma ho avuto la pur rapida possibilità di cambiare la combinazione dei diffusori Triangle Magellan Duetto + cavi Mit con la combinazione Audiovector R3 Arreté + cavi Reference Cable e avendo inoltre comunque macchine di riferimento ed esperienza maturata sulle stesse (amplificatori e diffusori) il quadro può essere a mio avviso come di seguito riassunto.

Funzioni e adattabilità a diverse esigenze di utilizzo superiori alla media delle macchine di questa categoria e anche oltre.

Quantità delle informazioni percepite e trasparenza superiori alla media degli streamer integrati di questa fascia di prezzo e capace di competere con i “grossi calibri”.

Ricostruzione scenica molto buona. In particolare la riproduzione del senso di profondità e la capacità di collocare gli strumenti possono essere considerati ottime in senso assoluto (la macchina di riferimento Vermeer Three - che però costa circa 18.000€ - offre una scena ancora più sviluppata e il confronto diretto lo evidenzia in modo significativo, soprattutto in larghezza.

Ottima l’estensione agli estremi della gamma udibile.

Dal punto di vista timbrico e di verosimiglianza alla naturalezza di voci e strumenti acustici il Matrix Audio TS-1 è pregevole, come d’altronde sarebbe lecito attendersi da un prodotto di questa impegnativa fascia di prezzo sebbene questo sia uno dei parametri in cui il un certo vantaggio del riferimento è udibile. Non per confronto diretto ma solo a memoria, mi sembra di poter dire che per tale aspetto il lettore 9000N di Audiolab (entrata prepotente del costruttore inglese in questa fascia di prezzo) riesce a fare probabilmente un po’ meglio.

Altro parametro in cui il summenzionato eccellente Audiolab ricordo essere forse ancora più convincente è la sensazione di mancanza di suono riprodotto…come dire…un senso di naturalezza a scapito della sensazione di riproduzione hi-fi (quest’ultima che potrei definire anche come la sensazione di "artificialmente perfetto" è frequentemente comunque molto gratificante e da non pochi appassionati addirittura preferita ad una naturalezza che, in quanto tale, ricorda meno l’evento di “ottima riproduzione”). C’è da dire che da questo punto di vista (naturalezza) il Vermeer è risultato inarrivabile da tutte le macchine che ho ascoltato con prezzo di listino inferiore ai 30.000€ e quindi è un riferimento decisamente scomodo per qualunche lettore in prova.

Evidenzio ancora che i “partner” disponibili al momento della prova erano, nemmeno a farlo apposta, tutti dissonanti a discapito della corretta combinazione con il Matrix. Lo scrivo con particolare convinzione considerando che anche il nostro recensore amatoriale (il quale ha gusti non sempre in linea con i miei, ha probabilmente ascoltato meno componenti hi-fi del sottoscritto ma che ha decisamente una cultura musicale e ascolto dal vivo enormemente superiori) ha avuto la stessa impressione.

Interessantissimo da questo punto di vista la prova a confronto con lo strepitoso quanto economico WiiM Pro che invece si integrava bene con le Triangle Magellan Duetto e i cavi Mit (dal punto di vista imbrico e di carattere, non per altro…).

L’impianto risultava decisamente più equilibrato con la sorgente WiiM e questo la dice veramente lunga circa il valore delle sinergie… ma no, non pensate che la differenza di classe fosse magicamente annullata.  La capacità di mettere a fuoco gli strumenti, la quantità di informazioni, il senso di trasparenza, di dettaglio erano tutti drasticamente inferiori con il lettore Wiim Pro al posto del Matrix anche nella combinazione più sfavorevole al Matrix (la sensazione, inserendo il Matrix, dava l’impressione della famosa “rimozione della coperta che copriva di diffusori acustici”).

Per tutto quanto sopra descritto, la qualità del lettore protagonista degli ascolti e l’appartenenza dello stesso ad una categoria di livello impegnativo è stata in ogni caso evidente ma è anche facile pensare che in contesti sinergici il Matrix potrebbe anche risultare vincente su tanta parte della concorrenza.

Tutto sommato quindi una macchina ottima ma occhio alle sinergie (e, ancor prima, all’acustica del vostro ambiente di ascolto!).

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