Seguono i commenti del recensore amatoriale esperto
presso lo showroom Consound.
Ecco un commento che mi viene
chiesto di scrivere dopo un ascolto veramente brevissimo, organizzato poco o
punto, e utilizzando una catena d’ascolto che mi è da subito sembrata poco
sinergica con questo prodotto. Tutto ciò si deve soprattutto al fatto che
l’apparecchio in questione, arrivato nuovo sigillato in negozio, è poi stato
venduto nel giro di pochi giorni, senza lasciarci la possibilità di fare le
cose con un minimo di decenza. Se già normalmente i miei commenti – come del
resto qualsiasi cosiddetta “recensione” di prodotti audio, secondo me – vanno
presi con molta prudenza, per le normali ragioni di cui ho già detto altre
volte, in questo caso andranno presi con diffidenza, addirittura, perché non
hanno una base minimamente sensata su cui appoggiarsi. Ho ascoltato questo
streamer un paio di mezzi pomeriggi, sono riuscito a confrontarlo soltanto al
volo con altri due apparecchi di costo completamente diverso, non ho avuto il
modo di tentare un miglioramento purchessia degli interfacciamenti col resto della
catena, che come dico mi sembrava da subito male assortita, e quindi riferisco
di mie sensazioni che, avendo un po’ più di tempo a disposizione, potrebbero forse
essere ribaltate. Questi ascolti sono stati effettuati a metà dicembre, con
clima non gelido e asciutto. Come ho detto, lo streamer in questione ci è giunto
nuovo e sigillato, in pratica già prenotato, e dopo meno di una settimana è
infatti stato venduto. Non abbiamo assolutamente avuto il tempo di fargli un
rodaggio serio, ma in realtà non abbiamo avuto nemmeno il tempo di fare ascolti
seri. Mi limito a riferire solo le sensazioni iniziali, scusandomi se sarò vago
e forse meno affidabile del solito, per il poco che io possa esserlo
normalmente.
Commenti di tipo soltanto “pratico” sullo streamer Matrix Audio TS-1.
Il Matrix Audio TS-1 è uno
streamer con DAC interno e controllo di volume, che può quindi essere connesso
direttamente a un finale di potenza. Ovviamente può anche funzionare
collegandolo a un integrato o a un preamplificatore escludendo il controllo di volume.
Per quanto mi è sembrato di capire, invece, non può funzionare da streamer puro
collegandolo a un DAC esterno tramite uscite digitali, perché io non ho visto
uscite digitali su questo apparecchio. La cosa mi sembra veramente strana anche
se, dopotutto, i progettisti possono aver pensato che se uno di noi acquista
uno streamer con DAC non avrà la benché minima intenzione di usarlo come
streamer puro … e a mio parere potrebbero anche aver ragione; però una uscita
digitale sarebbe costata poco e avrebbe permesso confronti o quantomeno ascolti
di emergenza, se non altro. Questo TS-1 viene proposto, di listino, a circa
2600 Euro. Per questa cifra si presenta piuttosto bene: piccolo e compatto,
carino da vedere, in apparenza di solida costruzione. Sul frontale c’è un bel
display a colori grande quanto il frontale stesso, che mostra le copertine dei
vari album e altre informazioni sui files in riproduzione e sul modo di
utilizzo. Questo display è del tipo touch screen, e su di esso sono presenti
varie icone tramite le quali è possibile far lavorare l’apparecchio e impostare
tutto quanto serve. Non mi sono sembrate tutte proprio intuitive, e del resto
non ho avuto abbastanza tempo a disposizione per farmene una idea precisa, ma
credo che tutto ciò che questo apparecchio può fare sia gestibile dal suo display.
Ovviamente c’è anche un telecomando su cui non ho indagato granché; a prima
vista mi è sembrato piuttosto essenziale e piuttosto criptico, e una volta
dotato di pile, non fornite in dotazione, l’ho utilizzato solo per regolare il
volume in uscita. Sul retro dell’apparecchio c’è una ricca dotazione di
connettori sia di input che di output. In input sono presenti connettori
digitali coassiali, Toslink, HDMI ARC e USB, e ovviamente un ingresso LAN; ma
esiste anche un ingresso linea RCA stereo chiamato “Aux In” il cui scopo non ho
potuto chiarire. In output troviamo connettori sia RCA che XLR analogici, più
una uscita per subwoofer. Come ho detto, niente uscite digitali. Questo
streamer giunge senza hard disk interno, ma ha la simpatica caratteristica di
poter ospitare un HD esterno a stato solido in un apposito slot collocato sotto
la scocca dell’apparecchio, consentendo quindi di memorizzare in locale files
musicali senza dover ricorrere a un PC o NAS esterno. Sulle caratteristiche
tecniche non ho indagato, ma essendo una macchina di nobile marca e di
produzione abbastanza recente credo che siano di ottimo livello e all’altezza
della classe di prezzo. Informazioni dettagliate si possono reperire, in prima
battuta, nel sito di Matrix Audio:
https://www.matrix-digi.com/product/121/TS-1
Questo streamer, una volta connesso
in rete Internet, può funzionare sia con cavo che sulla wireless. Non ho
provato la wireless; connettendo un cavo di rete e acceso l’apparecchio
all’inizio non è successo alcunché, e ho dovuto improvvisare una ricerca nel
menù delle impostazioni, via touch screen, per settare il funzionamento via
cavo e non via wireless come da impostazione iniziale credo di fabbrica. Trovo
strano che si debba fare una operazione del genere a mano. A quel punto,
comunque, il Matrix è stato subito riconosciuto, ha ricevuto automaticamente il
suo indirizzo IP dal server DHCP, e si è messo a funzionare regolarmente.
Questo streamer può essere controllato tramite un software proprietario
gratuito, che si chiama MA Remote App, che io ho installato prima su un tablet
e poi su uno smartphone entrambi sotto Android. Probabilmente il nostro tablet
è un po’ vecchiotto, perché pur permettendo la regolare installazione di questo
software, senza alcuna segnalazione di incompatibilità, poi lo faceva funzionare
in modo fortemente irregolare, al punto di doverci rinunciare. Invece sullo
smartphone tutto andava benissimo. Questo software a mio modestissimo parere
non è proprio intuitivo da utilizzare, anche se è del tutto completo. Io ho
perso un po’ di tempo, per esempio, prima di scoprire la minuscola icona che
permette di selezionare il Music Server da cui si vogliono pescare i files
musicali. Ma superate queste piccole difficoltà iniziali poi tutto scivola via
molto velocemente, e per esempio il caricamento dei dati relativi ai circa 3000
album, non compressi, contenuti nel nostro server ha richiesto meno di 30
secondi. Questa macchina è anche del tutto Roon-ready, e noi l’abbiamo fatta
sempre gestire da Roon senza avere problema alcuno. Sia col suo software che
con Roon, ovviamente, questo streamer permette di ascoltare anche musica
proveniente dalla rete tramite tutti i canali disponibili, quindi Spotify,
Qobuz, Tidal, Internet radio, eccetera. Sono gestiti files audio PCM fino a
768/24 e DSD fino a 512. I formati più ricchi si possono ricevere solo sulla
porta USB; sulle porte coassiale e ottica ci sono limitazioni, e su di esse per
esempio i DSD viaggiano solo come DoP, mentre la HDMI riceve solo files PCM.
Non ho trovato indicazioni riguardanti i files in input via cavo LAN, ma credo
che i limiti siano gli stessi dell’ingresso USB. Io tramite la connessione LAN
ho ascoltato files PCM fino a 192/24 e DSD 64 senza problemi. Il manualetto in
dotazione non è sto granché, e soprattutto non fornisce alcuna indicazione
riguardante il software di gestione. Ma forse il software ha un suo manuale
reperibile in rete … io non ho cercato, ma avrei certamente preferito trovare
un bel manuale compreso nella confezione.
Impressioni generali sul suono dell'impianto nel locale d'ascolto.
Le particolari circostanze in cui
mi sono trovato ad ascoltare questo streamer mi hanno messo un po’ in
difficoltà, e soprattutto hanno messo in difficoltà lo streamer stesso, secondo
me, perché ha potuto esibirsi soltanto all’interno della catena audio già installata
e collegata in negozio – quella più costosa in funzione al momento – che da
subito non mi è sembrata ben interfacciata, soprattutto per quanto riguardava i
diffusori. Ho peraltro potuto effettuare confronti velocissimi con altri due
streamer, nessuno dei quali realmente confrontabile col TS-1, in realtà: un secondo,
di costo più di sei volte superiore, e un terzo, di costo quindici volte
inferiore (!). Il resto della catena consisteva di un finale di potenza di
ottimo livello, forse un po’ superiore a quello del Matrix, cavi di potenza di
livello alto in bi-wiring con conduttori in argento e diffusori da stand di
livello adeguato a quello del finale ma dal suono molto personale. Come ho
detto, abbiamo pilotato tutti gli streamer soltanto con Roon, in cui abbiamo
sempre attivato il DSP interno per la sola correzione di un paio di modi propri
del locale. Abbiamo ascoltato solo files locali in risoluzione non inferiore al
CD audio. Ovviamente, visti i tempi ristrettissimi, abbiamo iniziato col Matrix
nuovo fiammante, senza minimamente preoccuparci della possibile necessità di
rodaggio. Abbiamo subito riscontrato un suono per molti aspetti adeguato al
livello della classe di prezzo di questo TS-1: preciso, veloce, ricco, dettagliato
e soprattutto molto ben controllato un po’ su tutte le frequenze. Al tempo
stesso a me è parso di percepire una tendenza generica verso un suono asciutto,
quasi certamente complice l’accoppiamento con i diffusori e nonostante la
scelta di un finale relativamente (ma non eccessivamente) morbido. L’immagine è
stata del tutto soddisfacente, specie in profondità. Mi è comunque rimasta la
sensazione che i diffusori fossero male accoppiati con questo Matrix, ma come
ho già detto più volte mi è del tutto mancata la possibilità di tentare
combinazioni più soddisfacenti. Il
confronto con lo streamer più costoso, pure utilizzato come streamer/DAC con
controllo di volume, è impietoso: il Matrix perde su tutti i fronti, e
soprattutto sul versante della scena acustica che lo streamer costoso propone un
po’ più ampia. Lo streamer costoso suona anche più rotondo e musicale, meno
artefatto, e decisamente più gradevole per le mie orecchie … ma come dico costa
anche 6.5 volte tanto! e secondo noi ha prestazioni anche superiori alla sua
classe di prezzo. E tuttavia anche con questo apparecchio di livello altissimo,
purtroppo quasi sconosciuto in Italia, con questa catena e questi diffusori mi
è rimasta la sensazione di mancanza di raffinatezza, di una certa tendenza a un
suono vagamente arido, sabbioso … non saprei bene come meglio esprimermi.
Invece mi è parso di ascoltare risultati fin sorprendenti con il terzo streamer,
quello più economico, sempre utilizzato come streamer e DAC con controllo di
volume. La grana di questo terzo apparecchio è un filo più grossa di quella del
Matrix, ma per tutto il resto il suo suono, in questa catena, mi è sembrato del
tutto all’altezza di quello prodotto dal Matrix. Anzi: proprio la grana più
grossa, la minore analiticità e la minore ricchezza di informazioni rendono
l’accoppiamento con gli stessi diffusori fin più gradevole, almeno per le mie
orecchie, di quello ottenuto col Matrix … il che mostra, secondo me, oltre come
sempre l’importanza degli interfacciamenti, più ancora che dei singoli
apparecchi, anche qualcosa di sbagliato nell’impostazione dei miei ascolti col
Matrix, e non nel Matrix stesso. Vorrei far notare che questo stesso streamer
economico, ascoltato in passato in una catena del tutto diversa, aveva fornito,
sfruttando il suo DAC interno come abbiamo fatto anche adesso, un suono che non
ci era piaciuto più di tanto; avevamo invece trovato lo streamer puro economico
assolutamente al di sopra del costo veramente minimo dell’apparecchio. Nella
catena utilizzata adesso, invece, anche il suono prodotto dal DAC dello
streamer economico ci pareva superiore al costo della macchina, che è di miseri
180 Euro o giù di lì. Mi ripeto: credo proprio che l’interazione con i
diffusori qui abbia caratterizzato parecchio il risultato finale, e che in
effetti si tratti di diffusori pochissimo adatti al Matrix (ma anche allo
streamer più costoso, per i miei gusti) e invece in ottima sinergia col suono
relativamente pacato del DAC interno allo streamer economico. Mi dice infine
Stefano che anche un veloce ascolto dello streamer Matrix con diffusori
diversi, molto più costosi e meno asettici di quelli che mi sono trovato io –
ascolto che ha potuto fare soltanto lui credo con un cliente, purtroppo per me
e per questa recensione –, ha prodotto un suono comunque tendente all’asciutto
e poco rotondo, anche se il cliente pare lo abbia gradito parecchio (e difatti
è sempre questione di gusti individuali, alla fine). Io avevo ascoltato questi
diffusori più costosi in una catena che comprendeva lo stesso streamer/DAC
costoso di cui ho parlato qui sopra senza avere la benché minima sensazione di
suono “secco”, che quindi parrebbe da attribuirsi in qualche maniera proprio al
Matrix. Forse sarebbe servito un lungo rodaggio iniziale del TS-1? e questa mia
perdurante sensazione di suono poco morbido è associata allo streamer, o al DAC,
o a entrambi? Purtroppo questo apparecchio Matrix è sparito dal negozio in
pochi giorni e non abbiamo potuto approfondire alcuno di questi aspetti.
Conclusioni.
Per il poco che si può concludere
dopo ascolti così brevi e in condizioni così sfortunate, questo Matrix TS-1 ci
è sembrato un prodotto, peraltro di ditta nobile e blasonata, che per 2600 Euro
ci propone una bella costruzione, un bello streamer – che sarebbe stato
interessante poter ascoltare da solo con un DAC esterno se solo ci fosse una
uscita digitale al TS-1 –, un DAC certamente all’altezza, un controllo di
volume e un software proprietario per la gestione della libreria musicale. L’apparecchio
è dotato di un bel display touch screen ampio, ben leggibile e a colori, forse solo
un po’ difficile da interpretare a prima vista per quel che riguarda i comandi
da touch screen. Questo apparecchio, con tutti i caveat di cui ho detto più
volte, ci è sembrato fornire un suono un po’ personale che forse richiede più
attenzione di altri nell’interfacciamento col resto della catena audio
utilizzata. Per quanto posso averne capito, mi sembra adatto soprattutto a chi
apprezza un suono molto controllato e non troppo rotondo.
__________________________________________________
Impianto audio formato da:
·
server Roon per i
files audio, memorizzati su PC esterno con alimentatore audiophile-grade separato
Keces P14; DSP interno a Roon per correzione risonanze del locale di ascolto
·
streamer/DAC di
confronto: Vermeer Three e WiiM Pro
·
filtro di rete
LAN Network Acoustics e relativi cavi di rete
·
cavi di segnale:
Mit SL6XLR-1 1.5 m con Matrix e Vermeer, Mit SL6 RCA -1 1.5 m RCA con WiiM
·
cavi di potenza
Woodson/Zen in biwiring
·
finale di potenza
Usher R-1.5 XLR
·
diffusori Triangle
Magellan Duetto. Stefano, e lui solo, ha utilizzato anche gli Audiovector R3
Arreté.
Locale d’ascolto a piano terra con pareti in muratura, pavimento su terra, dimensioni 8x4.5x3 circa, fortemente trattato con DAAD, Tube Traps e altri pannelli diffusori/assorbenti a soffitto. Acustica del locale in generale (ossia un po’ con tutti gli impianti che mi è capitato di ascoltarci) tendente all’asciutto e arioso con problemi di risonanze modali attorno ai 40 e ai 100 Hz.
Diffusori collocati a circa un quarto della lunghezza della stanza, a circa 1.5 metri dalla posizione di ascolto e a circa 100 cm dalle pareti laterali. Decisamente orientati verso il punto di ascolto.
Seguono i commenti di Stefano (commerciale Consound)
Il Matrix Audio TS-1 è un
prodotto decisamente avanzato (almeno nel momento in cui scrivo quasi a metà del
2026). Mentre sono ormai standard
consolidati l'eccellente sezione DAC ad alta risoluzione, la connettività di
rete completa (LAN/Wi-Fi) e la gestione tramite l'ottima app MA Player, degna
di particolare nota è l'integrazione di un'alimentazione lineare a bassissimo
rumore in un telaio così compatto e, soprattutto, la presenza di uno slot
interno per SSD NVMe, che trasforma questo streamer in un potente server
musicale locale eliminando ogni latenza di rete.
La modernità del progetto è
evidente anche sul fronte delle connessioni. Troviamo le immancabili uscite
analogiche sbilanciate RCA ma anche le bilanciate XLR. Essendo un prodotto
integrato sono scontate le uscite analogiche ma non sono scontati gli ingressi
digitali di vario tipo e addirittura gli ingressi analogici aux. Di fatto la
macchina è utilizzabile come streamer integrato, server, dac e
preamplificatore.
Ma passiamo al suono del quale il
recensore ci ha già parlato per esprimere anche le mie impressioni.
Prima di tutto confermo che anche
a me è perso evidente che soprattutto la prima combinazione presente in
showroom non si sposasse proprio con il lettore in esame ma ho avuto la pur rapida possibilità di cambiare la combinazione dei diffusori Triangle Magellan Duetto +
cavi Mit con la combinazione Audiovector R3 Arreté + cavi Reference Cable e avendo
inoltre comunque macchine di riferimento ed esperienza maturata sulle stesse
(amplificatori e diffusori) il quadro può essere a mio avviso come di seguito
riassunto.
Funzioni e adattabilità a diverse
esigenze di utilizzo superiori alla media delle macchine di questa categoria e
anche oltre.
Quantità delle informazioni percepite
e trasparenza superiori alla media degli streamer integrati di questa fascia di
prezzo e capace di competere con i “grossi calibri”.
Ricostruzione scenica molto buona.
In particolare la riproduzione del senso di profondità e la capacità di collocare
gli strumenti possono essere considerati ottime in senso assoluto (la macchina
di riferimento Vermeer Three - che però costa circa 18.000€ - offre una scena
ancora più sviluppata e il confronto diretto lo evidenzia in modo significativo,
soprattutto in larghezza.
Ottima l’estensione agli estremi della
gamma udibile.
Dal punto di vista timbrico e di
verosimiglianza alla naturalezza di voci e strumenti acustici il Matrix Audio
TS-1 è pregevole, come d’altronde sarebbe lecito attendersi da un prodotto di
questa impegnativa fascia di prezzo sebbene questo sia uno dei parametri in cui
il un certo vantaggio del riferimento è udibile. Non per confronto diretto ma
solo a memoria, mi sembra di poter dire che per tale aspetto il lettore 9000N di
Audiolab (entrata prepotente del costruttore inglese in questa fascia di prezzo)
riesce a fare probabilmente un po’ meglio.
Altro parametro in cui il
summenzionato eccellente Audiolab ricordo essere forse ancora più convincente è
la sensazione di mancanza di suono riprodotto…come dire…un senso di naturalezza
a scapito della sensazione di riproduzione hi-fi (quest’ultima che potrei
definire anche come la sensazione di "artificialmente perfetto" è
frequentemente comunque molto gratificante e da non pochi appassionati addirittura
preferita ad una naturalezza che, in quanto tale, ricorda meno l’evento di “ottima
riproduzione”). C’è da dire che da questo punto di vista (naturalezza) il
Vermeer è risultato inarrivabile da tutte le macchine che ho ascoltato con
prezzo di listino inferiore ai 30.000€ e quindi è un riferimento decisamente
scomodo per qualunche lettore in prova.
Evidenzio ancora che i “partner” disponibili
al momento della prova erano, nemmeno a farlo apposta, tutti dissonanti a
discapito della corretta combinazione con il Matrix. Lo scrivo con particolare
convinzione considerando che anche il nostro recensore amatoriale (il quale ha gusti
non sempre in linea con i miei, ha probabilmente ascoltato meno componenti hi-fi
del sottoscritto ma che ha decisamente una cultura musicale e ascolto dal vivo
enormemente superiori) ha avuto la stessa impressione.
Interessantissimo da questo punto
di vista la prova a confronto con lo strepitoso quanto economico WiiM Pro che
invece si integrava bene con le Triangle Magellan Duetto e i cavi Mit (dal
punto di vista imbrico e di carattere, non per altro…).
L’impianto risultava decisamente più equilibrato con la sorgente WiiM e questo la dice veramente lunga circa il valore delle sinergie… ma no, non pensate che la differenza di classe fosse magicamente annullata. La capacità di mettere a fuoco gli strumenti, la quantità di informazioni, il senso di trasparenza, di dettaglio erano tutti drasticamente inferiori con il lettore Wiim Pro al posto del Matrix anche nella combinazione più sfavorevole al Matrix (la sensazione, inserendo il Matrix, dava l’impressione della famosa “rimozione della coperta che copriva di diffusori acustici”).
Per tutto quanto sopra descritto,
la qualità del lettore protagonista degli ascolti e l’appartenenza dello stesso
ad una categoria di livello impegnativo è stata in ogni caso evidente ma è
anche facile pensare che in contesti sinergici il Matrix potrebbe anche risultare
vincente su tanta parte della concorrenza.
Tutto sommato quindi una macchina
ottima ma occhio alle sinergie (e, ancor prima, all’acustica del vostro
ambiente di ascolto!).
Spedizioni in tutta Italia
Lun-Ven 15-18, Sab 9-12:30 15-19
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